L’ex area militare posta tra viale Panzacchi e la collina di San Michele in Bosco è stata oggetto di un progetto per la realizzazione di un nuovo insediamento ad alta vocazione internazionale che rappresenti un polo attrattivo ed innovativo, caratterizzato dalla sostenibilità ambientale.
Il compendio Staveco, già laboratorio pirotecnico, poi arsenale militare ed officina di manutenzione e riparazione di mezzi corazzati (Staveco, ovvero Stabilimento per i Veicoli da Combattimento) occupa complessivamente una superficie pari a 93.288 mq, 45.500 dei quali edifici.
L’edificio che è stato oggetto di intervento è un corpo stretto e lungo di dimensioni 230x12m, costituito da un blocco centrale lungo 52m alto 3 piani fuori terra e due ali laterali di diversa lunghezza di due piani fuori terra con copertura a padiglione.

Progetto

Il corpo centrale e le ali laterali presentano diverse tipologie di copertura: la struttura principale del corpo centrale è costituita da capriate lignee, alla data di inizio delle opere in mediocre stato di manutenzione, con orditura lignea in arcarecci e travicelli superiori, la struttura lignea è sormontata da uno strato di tavelloni e tegole coppo-coppo. Le ali laterali presentano capriate di tipo misto, con puntoni lignei e tiranti in acciaio; l’ala ovest non presentava orditura secondaria e i tavelloni erano direttamente appoggiati sugli arcarecci, mentre nell’ala est era presente anche l’orditura secondaria in travicelli lignei.
Non era presente impermeabilizzazione, se non sugli aggetti di gronda.
Il corpo centrale presenta un frontone a coronamento della facciata con elementi decorativi in cls armato, allora in avanzato stato di degrado.
La facciata era inoltre interessata da gravi fenomeni di distacco e crollo, dovuti a mancanza di manutenzione e ad inadeguatezza del sistema costruttivo dei cornicioni.

Le lavorazioni che sono state eseguite consistono schematicamente in

Demolizione e smontaggio del manto di copertura, compresa l’orditura, ove necessario;
Demolizione e smaltimento manufatti di amianto;
Consolidamento della sommità delle murature con rete in fibre di vetro;
Rifacimento cornicioni e timpano decorativo;
Riparazione capriate lignee;
Rifacimento delle orditure primarie e secondarie, ove necessario;
Rimozione guaina impermeabilizzante non più efficiente e rifacimento di nuovo strato di impermeabilizzazione;
Rifacimento manto di copertura;
Sigillatura infissi;
Interventi puntuali di rifacimento intonaci ammalorati;
Rifacimento lattonerie.
Il concorrente ha eseguito tali lavorazioni nel pieno rispetto dei tempi contrattuali e del budget economico stanziato, operando direttamente con un impiego complessivo di sette persone, delle quali due tecnici, senza ricorso a sub appaltatori.
Come detto le opere eseguite, per eterogeneità e complessità, sono perfettamente assimilabili a quelle oggetto del presente appalto, inoltre giova ricordare che nel caso esposto si stava operando non solo su di un immobile vincolato, ma che sarebbe stato oggetto di una profonda trasformazione di grande interesse per l’opinione pubblica cittadina. Pertanto si sono eseguite le lavorazioni necessarie nel pieno rispetto della valenza storica del fabbricato e con la consapevolezza del fatto che ogni eventuale “incidente di percorso” sarebbe stato al centro del dibattito cittadino; ciononostante, il concorrente ha completato le opere in appalto ed, in aggiunta, ulteriori lavorazioni affidategli in corso d’opera il 9 ottobre 2015, con piena soddisfazione della Stazione Appaltante.

Posted by / Gennaio 2, 2014